A partire dalla metà degli anni '70, la ricerca di Pino Lacava si apre a una dimensione più rarefatta, simbolica, cosmica. Nasce qui Volare in Azzurro: non solo un titolo, ma una visione. L'Azzurro diventa colore guida, spazio mentale, vibrazione spirituale — l'elemento che lega cielo e mare, respiro e silenzio, corpo e infinito.
Le installazioni si moltiplicano come ambienti di meditazione visiva: oggetti leggeri, forme sospese, materiali raccolti e rielaborati, offerti come reliquie laiche. La pittura si alleggerisce: non più tensione, ma respiro, soglia, apertura. La scultura si spoglia del peso per diventare segno, presenza sottile.
Azzurro è la terra che ha il sapore del sole. Il colore del vento. Il confine delle nuvole. Il dubbio. L'oltre. La pittura campata in aria. La poetica del caso. Il vuoto da navigare. Il bisogno dell'utopia. Il progetto di un bambino libero. L'ascolto del silenzio. L'odore dell'alba. Una goccia d'acqua pura... Azzurro è Città Altra.
Pino Lacava, ScritturAzione a terra — da "Filo di Arianna fatto di Azzurro", 1995Un testo che vive nel tempo
Il testo "Azzurro è" non è un manifesto fisso: nasce nel 1995 durante la performance Filo di Arianna fatto di Azzurro a Grottaglie, e da allora Pino continua ad arricchirlo, incorporando nuove immagini legate a nuove fasi della ricerca.
"Happening Vista Mare Jonico" di Pino Lacava — la performance del 2023 da cui nasce la nuova apertura del testo "Azzurro è".
Opere
Prova di Azzurro
2007 · cm 200x140
Opera fatta di calce, di azzurro e di blu
2011 · cm 175x140
Ricerca di Azzurro
2025 · cm 70x60
Citazione di Yves Klein
2026 · cm 140x100
Giallo + Azzurro
2026
Il bianco e il blu screziato
2025 · cm 140x96Ricerca di Azzurro — Geometrie fatte di paglia
Presentato alla 52ª Biennale d'Arte di Venezia (2007), nell'ambito dell'evento Joseph Beuys — Difesa della Natura, a cura di Lucrezia De Domizio Durini. Realizzato integralmente nel 2008 a Villa Peripato, Taranto, con Mario Neve e Alessandro Vanoli, promosso dalla Provincia di Taranto con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dell'Università di Bologna.
Il progetto trasforma 200 quintali di paglia — materiale agricolo scartato — in forme geometriche pure, disposte lungo un "viaggio lungo le coste del Mediterraneo".